Giorgio's profile"Ci sono uomini che è im...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    February 24

    Novanta gradi.




    Devi smetterla di credere.

    Ritieniti compreso, ritieniti pieno, ritieniti allucinato, ritieniti illuso.

    Non sperare. Corrode.

    Disilluditi. Agisci.

    Sguinzagliati.

    Ama morire, morire piano, in fondo un giorno in più è sempre un giorno in meno di vita.

    Centrifuga!


    GV



    sermone: Giorgio Vitale

    foto: vincenzo bruno http://fotobruno.altervista.org



    October 14

    Intermezzo ceceno.

    Chiudo anche se per poco il mio amplesso paranoico, dandone una sterzata forzata.
     
    Capita di imbattersi come stasera nell'obliato.
     
    Leggeteli tutti.
    Il lavoro di corretta informazione difetta in questa come in ormai innumerevoli occasioni.
     
    Ad Andorra,tra Escampe e Andorra La Valle con il mio ormai fido compagno di viaggio, nacque un'accesa discussione a proposito degli antefatti,dei protagonisti, e della storiografia cecena.
    C'era chi come me sosteneva una tesi, dal lato opposto della sponda, un'altra non prettamente divergente, non propio un'antitesi.
     
    Io sostenevo Mashkadov l'unico presidente ceceno, a mio avviso con a cuore la vera causa cecena.
    L'autore del cessate il fuoco e della pace unilaterale ai tempi della prima guerra cecena del '94, scatenata da Eltsin e dalla sua plutocrazia per i ben noti motivi geopolitici, energetici e di supremazia egemonica russa, non accondiscendente alla secessione di una qualsiasi tra le tante delle sue regioni governate da focolai indipendentisti e scissionisti.
    Ebbene al contrario di me, c'era chi difendeva a spadatratta Shamil Basayev, colui che invase il Daghestan insieme ad Amir Katthab e servì su un piatto d'argento alla Russia il motivo per il ri-attacco nel '99.
    Non pago, lo stesso Shamil Basayev responsabile degli attentati al teatro di Dubrovka e della scuola di Beslan (http://edition.cnn.com/2004/WORLD/europe/09/17/russia.beslan/).
    Lo stesso Shamil Basayev accusato di connivenze con il piratesco finanziere russo Berezovsky, dal quale riceveva i fondi per finanziare la guerra.
    Lo stesso Shamil Basayev che sotto i falsi nomi dell'integralismo religioso in questo caso islamico, dell'autodeterminazione, permetteva alle sue truppe mercenarie di saccheggiare, seviziare e mettere a ferro e fuoco la popolazione cecena.
    Lo stesso Shamil Basayev pilotato da non si sà chi e perchè(La federazione russa? In questo caso di sospetti e perchè ce ne sono tanti) morto nel 2006 in circostanze misteriose.
     
    La Politkovskaja corrobora la mia tesi,e usando una sua espressione:"la democrazia alla russa" ha le mani grondanti di sangue.
    October 08

    Invalid code

    Non sono poetico.
    Faccio solo sermoni.
    Non mi piace la gente, non mi piaccio manco io.
    Mi piace la gente, quella silenziosa.
    Non mi piace scrivere in balia della sobrietà.Non rendo.
    Rendo nel nichilismo più oltranzista.
    Non mi piace il giorno.
    La notte è il giorno di chi vive.
    Non mi piace fantasticare su spiagge oceaniche, non sogno acque e stagni, non esigo che la corrente mi trascini.
    Ho dimenticato il PIN corretto della mia paranoia.
     
     
    "...verranno al contrattacco,con elmi ed armi nuove, curami curami curami prendimi in cura da te"
    September 25

    A.A.A.

    Basta poco, mi addormento sul sole e sono sveglio sulla luna.
    Mi svegli o mi addormenti?
    Do re mi fa sol la si.
    E' un urlo strozzato, un aiuto sommeso, un canto beffardo.
    Accarezzami,una, due, no tre, che non sia pi greco.
    Anzi regalami un pi greco, infinito come lui.
    Costruiscimi uno spazio vuoto, e buttamici dentro.
     
     
     
    Fallo per me...
     
     
    August 13

    Interdizione esistenziale

    Vorrei imparare dal vento a respirare
    dalla pioggia a cadere
    dalla corrente a portare le cose
    dove non vogliono andare
    e avere la pazienza delle onde di andare e venire
    ...ricominciare a fluire...
    July 30

    Parentesi aperta o chiusa?

    Parentesi chiusa!
    July 29

    Avamposto.

    Fra gli ulivi, i paesaggi campagnosi sterminati, fra le masserie diroccate,fra le albe e i crepuscoli,fra il mare celestino e trasparente...
    Nel Salento...
     
    il SUB-WOOFER è dovunque.
    July 22

    Espresso 937

    Giò saluta il suo cadavere in partenza.
    Buon viaggio!
     
     
     
     
    Lapsus: LEI ha capito tante cose, e tante ne dovrà ancora capire, come io dovrò capirne assai tante ancora.
    July 16

    Colpo dell'anno!

    MILANO, 15 luglio 2008 - In Uzbekistan ne sono certi, tanto che la federazione calcistica lo ha annunciato in pompa magna: Samuel Eto'o giovedì sarà a Tachkent per firmare un contratto annuale con il Kuruvuchi, capolista nel campionato dell'Uzbekistan. La società avrebbe offerto 40 milioni al Barcellona per assicurarsi il camerunense.
     
    DOCUMENTI PRONTI - Una foto del passaporto di Eto'o sul sito della federazione confermerebbe che il giocatore ha già pronti i documenti per il visto e si appresta a sbarcare nella repubblica dell'Asia centrale. "Il suo arrivo - si legge sul sito - sarà fondamentale per lo sviluppo del calcio nel nostro Paese".
     
    BARCELLONA ALL'OSCURO - Forse distratta dall'estenuante trattativa con il Milan per Ronaldinho, la società blaugrana afferma di non saperne nulla. Ma Mirjalol Kasymov, l'allenatore del Kuruvuchi, ne è certo: "Eto'o verrà da noi e ci sarà di grande aiuto nella Champions League asiatica".
     
     
    da Gazzetta.it
    July 13

    Seta

    Mio signore amato,
    non avere paura,
    non parlare,
    resta come sei,
    io sono vicina a te,
    mi senti vero?,
    quando ti toccherò per la prima volta
    tu sentirai il calore
    ma non saprai dove
    forse sarà sui tuoi occhi
    quest'istante non finirà
    lo capisci, vero?
    Quel che era per noi l'abbiamo fatto
    credimi amore mio, l'abbiamo fatto per sempre
    e se servirà alla tua felicità
    non esitare un attimo a dimenticare questa donna
    che ora ti dice
    senza traccia di rimpianto...
     
    Addio...
     
     
     
     
    Seta -2007-
     
     
    July 12

    Quarta dichiarazione dalla selva Lacandona.

    La nostra lotta è per farci ascoltare, e il governo grida arroganza e si tappa le orecchie con i cannoni.
    La nostra lotta è per la fame, e il malgoverno offre piombo e carta allo stomaco dei nostri figli.
    La nostra lotta è per un tetto dignitoso, e il malgoverno distrugge la nostra casa e la nostra storia.
    La nostra lotta è il sapere, e il malgoverno distribuisce ignoranza e disprezzo.
    La nostra lotta è per la terra, e il governo ci offre cimiteri.
    La nostra lotta è per un lavoro giusto e degno, e il malgoverno compra e vende il nostro corpo e la nostra vergogna.
    La nostra lotta è per la vita, e il malgoverno ci offre un futuro di morte.
    La nostra lotta è il rispetto del nostro diritto di governare e governarci, e il malgoverno impone ai molti la legge dei pochi.
    La nostra lotta è per la libertà di pensiero e movimento, e il malgoverno costruisce carceri e tombe.
    La nostra lotta è per la giustizia, e il malgoverno si riempe di criminali e assassini.
    La nostra lotta è per la storia, e il malgoverno promuove l'oblio.
    La nostra lotta è per la Patria, e il malgoverno sogna bandiera e lingue straniere.
    La nostra lotta è per la pace, e il malgoverno promette guerra e distuzione.
     
     
     
    Dalle montagne del Sudest messicano
    Comitato clandestino rivoluzionario indigeno - Comando generale dell'Esercito zapatista di liberazione nazionale
    July 04

    A voi...

    Siete i rivoluzionari del Lunedì!
     
     
    May 22

    Articolo -Linea Di Massima-

                                            Articolo -Linea Di Massima- di Giorgio Vitale

     

     

     

     

     

    Tu mi dici “Israele”, ti rispondo “Palestina”.

    Tu mi dici “Striscia di Gaza”, ti rispondo “1.500.000 persone sotto embargo”.

    Tu mi dici “Rafah”, ti rispondo “Speranze ritrovate, vite ricongiunte, sorrisi strappati alle lacrime”.

    Tu mi dici “Olmert, Barak e Mekel”, ti rispondo con “Khalid Mashal’l” (1)

    Tu mi dici “Sionismo”, ti rispondo “Colonialismo, razzismo e fondamentalismo religioso”.

    Tu mi dici “Oslo e Annapolis”, ti rispondo “Tutto fumo…”. (2)

    Tu mi dici “ANP”, ti rispondo “Debolezza, impotenza e servilismo”.

     

     

    Ahmed e Fatima, forzatamente separati. Lui in Egitto, lei nella Striscia. Hanno atteso, sognato, commediato ma mai allestito la loro messa in scena. Il loro ricongiungimento, il loro matrimonio. Non appena il valico-confinale di Rafah è stato abbattuto, lei non ha aspettato oltre. E’ corsa da lui.

     

    Succede che il 24 Gennaio a Gaza, decine di bambini/scolari, scendono in strada, in mano solo una candela, flebile luce, simbolo di una protesta silenziosa, più silenziosamente rumorosa del silenzio imposto da Israele a Gaza. Vorrebbero studiare ma non possono, mancano acqua, luce e carburante. Sono vittime di un embargo, a loro imposto attraverso la coercizione e la violenza israeliana. Manifestazioni spontanee sorte in ogni dove, in quella piccola regione accerchiata da Egitto e Israele, bagnata dal Mar Mediterraneo. Le televisioni internazionali riprendono tutto, arrivano a Rafah. Sette cariche esplosive alla luce dell’alba. Il valico crolla, l’esodo può cominciare. Secondo Yedioth Ahronot, celebre quotidiano israeliano: “Con l’assistenza dei suoi mezzi mediatici, così come con quelli del mondo arabo, Hamas ha dimostrato ancora di controllare una macchina ben oleata” e ancora “Hamas è stata capace di portare in strada gente con le candele (…), masse palestinesi si sono assembrate al valico di Rafah, masse hanno fatto saltare il muro”. 600.000 persone hanno oltrepassato quel confine in pochi giorni, per far razzia di benzina, materassi, cemento e altre 600.000 cose introvabili a Gaza. Israele se ne lava le mani, ostentando strafottenza, fanno scalpore le dichiarazioni del ministro della difesa (Barak) e il suo vice (Vilan), il primo afferma di “non avere fretta a riconquistare Gaza” il secondo offre in regalo la striscia all’Egitto.Il gioco dello scarica barile sull’Egitto prende corpo, si invitano le autorità egiziane a presidiare il valico, si sminuisce l’enorme carico significante dell’accaduto, si demonizza (più di quanto non sia stato fatto negli ultimi sessanta anni) la resistenza palestinese, i media occidentali falsificano clamorosamente l’accaduto additando la colpa (?) ad Hamas (il suo ruolo d’appoggio alla mobilitazione è stato fondamentale, ma la voce della rivolta appartiene bipartisan agli stessi bambini/scolari scesi in piazza) quando Hamas eletto democraticamente nel 2006 nelle elezioni legislative, controlla la stessa Striscia, si pone come unico interlocutore nella stessa, e si dimostra sempre ipersensibile e recettivo alle istanze della martoriata popolazione palestinese, sempre più reticente e diffidente nei confronti dell’ANP, mai come ora relegata pedina dello scacchiere guerrafondaio israelo-palestinese.

     

    Quella notte Khaled dormiva a Gaza city. Fu svegliato all’improvviso. Sciolto dalle braccia accoglienti di Morfeo, si persuase che qualcuno, anzi più di qualcuno, urlava di gioia, era una folla! Ripetevano in coro: “E’ la vendetta di dio, è la vendetta di dio”. Abituato a tutt’altro genere di onorificenze (è orfano da quando aveva 15 anni, oggi ne ha 19, papà e mamma dilaniati da una bomba) si affacciò alla finestra, una folla tumultuosa si era radunata tra le vie adiacenti a casa sua. Decise di scendere.

     

    Succede che il 6 Marzo, uno studente arabo armato fino al collo fa incursione nella Yeshiva “Merkaz Harav” all’ingresso della città di Gerusalemme sparando all’impazzata contro tutto e tutti.  Colpisce otto studenti (morti all’istante), prima di essere freddato a bruciapelo alle spalle. La Yeshiva “Merkaz Harav” è un luogo simbolo. Il luogo per eccellenza dove s’indottrinano, studiano e pregano i futuri coloni che avranno il duro compito di spargersi e insediarsi in Cisgiordania a suon di propaganda. A prescindere dall’odiosità e dalla condannabilità del gesto (bisognerebbe scriverlo in caratteri cubitali, per non dare adito ad eventuali letture e interpretazioni antisemite), in quella scuola si gettano le fondamenta del nuovo sionismo, si pongono le basi di quel che sarà la futura colonizzazione, si costruiscono nuove tecniche d’oppressione.

    Da lì parte la dispersione a macchia d’olio verso tutto il territorio della West Bank. Se da noi va di moda rispolverare i cannoni invocando ad alta voce la secessione, se da noi è trendy uccidere un giovane col pretesto di una sigaretta e un codino un po’ troppo lungo, nelle yeshiva per gli studenti rabbinici è cool andar in giro con Torah e mitraglietta Uzi.  Gli alunni di tale istituzione sono dei ragazzi (?) che non possono conformarsi ai nostri standard d’età, sono persone prevalentemente adulte, stipendiate dallo stato israeliano e molti di loro non hanno altra attività oltre a questa. I loro studi vengono valorizzati da Israele con contenuti d’“alto valore sociale” (con istruzioni e addestramenti paramilitari) e incentivati economicamente ad insediarsi nei territori occupati, per essi la LORO terra, evitando quindi che gli Arabi possano sottrargli quella che per LORO è la terra promessa da Dio al Popolo Eletto. Memorabile a tal proposito fu il saggio del dissidente israeliano Israel Shahak che dava delle yeshiva una descrizione a tinte fosche e faceva emergere la natura alquanto singolare.

    Un evento considerato e/o fatto passare sotto mentite spoglie dai media come “la strage degli studenti”, avrebbe dovuto tener conto anche di questo, senza genuflettersi ai protosinosti/americanizzati/europeizzati, senza vincolarsi a fetidi giochi di potere.

     

    Ci si può chiedere se Fatima e Ahmed un giorno vivranno insieme armoniosamente, serenamente nella loro terra.

    Ci si può chiedere se a Khaled sarà concesso un giorno, di festeggiare col sorriso stampato sulle labbra, non le disgrazie altrui, ma la propria felicità e le altrui fortune.

    La Palestina è la storia di un milione e 500 mila persone,ma anche la storia di Amhed, Fatima e Khaled.

    La Palestina è storia di segregazione, occupazione, prigionia,ma anche  storia di resistenza, sofferenza e speranza.

     

    Gaza vive e vivrà.  

     

     

     

     

     

     

     

     

    Note a margine: 

     

    1)Ehud Olmert, primo ministro d’Israele dal 2006;

    Ehud Barak, ministro della difesa israeliano;

    Arye Mekel portavoce del ministro degli esteri;

    Khalid Mashal’l: ultimo leader storico in vita e principale esponente di Hamas.

     

    2) A Oslo (1993) e Annapolis (2007) si conclusero degli accordi di pace (o presunti tali) tra Israele e Palestina, grazie anche all’intermediazione americana. Pur differenziandosi l’uno dall’altro, le linee guida principali sono le stesse. Favorire il processo di pace, concessioni bilaterali, due stati per due popoli.

    I risultati reali e oggettivi sono di tutt’altro auspicio.

    Tutti e due ebbero ed hanno l’effetto di un sasso gettato in uno stagno.

    May 13

    Aggiornamenti su me stesso.

    La gente pensa che io sia un pericoloso comunista.
     
    Hanno ragione.
     
     
    Per gli affezionati lettori,informo che:
     
    L'intervento in Assemblea sulla Palestina è andato discretamente. Poteva andar meglio. La brezza di una prima volta, in balia di un pubblico che avevo di fronte, pronto ad ascoltare le mie argomentazioni, e discutere di un tema così caldo com'è quello del vicino oriente e a cui sono tanto affezzionato al pari della questione cecena mi ha riempito d'orgoglio.
    Partenza in sordina, finale thriller(e col fiatone).
    I temi toccati nell'intervento(ovviamente in maniera molto più approfondita) sono più o meno gli stessi dell'articolo che pubblicherò su LDM(Linea di Massima) e che poi copierò ed incollerò anche qui: Caduta del valico di Rafah, Attacco alla Yeshiva, situazione umanitaria, Diplomazia funzionale ad ISRAELEUSAUE, condito il tutto in ottica antisionistica(non antisemitica badate bene, ho apprezzato molto gli ebrei israelo/dissidenti-pro/palestine che hanno sfilato qualche giorno fà insieme ad 8.000 persone a Torino, per il boicottaggio della Fiera Del Libro).
     
    -Ho rifiutato un 25 in Scienza delle Finanze, dopo le prime due domanda da 30, e la stecca nella terza da 18(per stessa ammissione d'onestà del prof).
    Il detto di Mao non fà una piega: "A furia di sentirsi superiori, si hanno risultati mediocri"
     
    -Mi hanno licenziato dal lavoro. Ma non è mica la fine, solo l'inizio(della lunga parabola discendete/precipiziosa).
     
     
    Insha'llah.
     
     
    On Air: Flowers of Filastin - Al Mukawama -
     
     
    P.s. : Appena giù,giò aka TROTSKY era antileninista cazzo,in manifestazione il 25 Aprile.

    cimg2679pd0

    April 17

    Fanculo...

    Vaffanculo. Affanculo io?
    No vacci tu.
    Tu e stà merda di città e chi ci abita.
    Fanculo ai milanesi gente per bene, tutti colletti bianchi, cravatte scintillanti e variopinte, borse e porta-borse che pippano la farina ed evadono dal loro torpore facendosi inculare da un muscoloso transgenere.
    Fanculo alle milanesi, reggicalze, quattro dita di rosseto, borsa luis vitton e collezioni di anelli per venti dita in due mani da dieci ispirate dal divino mago otelma,sfilate da passerelle il sabato pomeriggio in corso vittorio emenuele...
    Fanculo alle vecchiette putrefatte, alle loro mille rughe, che s'avvicinano col sorrisetto elemosinandoti un posto sull'autobus, squadrando immigrati e 14enni chiassosi.
    Fanculo ai vecchietti con bastone alla mano e cronometro al polso,conteggiano i secondi/minuti di ritardo,bersaglio preferito poi l'autista dell'atm, che disquisiscono alle 7 di mattina  sul caro vita e si consigliano il supermercato più conveniente.
    Fanculo ai fan di Berlusconi,vittime di un carnefice di cervelli, ri-votato per la terza volta da un popolo di stolti,
    Fanculo alla mamma del cavaliere,"ho avuto l'onore di conoscere la mamma di silvio, uh che emozione", "sà, brava persona lei, tutta d'un pezzo", rincitrullita 90enne, tanto tarda e rincoglionita da non capire che suo figlio è un mafioso,
    Fanculo al parchetto vicino casa mia, sabato e domenica ci getterei il napalm, mammine e figlioletti che scorreggiano ancora latte a scassare il cazzo a tutto il vicinato,
    Fanculo alla mia vicina del piano superiore, isterica e psicopatica, che cazzo parli con quel prototipo di pirla che da 7 anni mette le corna a sua moglie e figli,alle 6.30 di mattina sulla soglia del prato 2x2 guarda caso di fronte alla mia finestra, e ti congratuli della crescita lillipuziana dell'erbetta da te seminata e curata...
    In culo a te di nuovo, calamita di schiaffi, che mi svegli ogni sacrosanto sabato alle 10 con la tua musica a tutto volume e i tuoi album da repertorio trash-vintage spaziando dai pink floyd, a mocho lucio battisti...Messaggerie docet!
    Fanculo ai pakistani, che puzzano di pollo al curry, ti infiltriscono i vestiti della loro pelle color cappuccino, lavatrice: "programma: energico 90 gradi"
    Fanculo ai marocchini sempre pronti alla bava, mangiandosi con gli occhi ogni qualsiasi esemplare che abbia una figa.
    Fanculo ai cinesi e alla loro lingua di merda, ai loro capelli sfilati e sottilissimi, ai loro occhi da buco di culo che giocano a fare gli occidentali, seguono quella cancrenosa moda italiana, e s'atteggano da teens ager dalla dubbia moralità.
    Fanculo ai sudamericani che hanno colonizzato corso buenos aires, e aspettano il 31 dell'anno per massacrarsi l'uno con gli altri(esperienza insegna)
    Fanculo ai rom, agli zingari e ai rumeni, li vedi lì, sembra traslochino ogni santo giorno, 1000 pacchi e sacchi che nemmeno bud spencer in "lo chiamavano trinità(terence hill)", importunano tutti e poi pretendono di essere rispettati, fanculo a voi e alle vostre fisarmoniche da metro con voce roca e straziante da cimitero,
    Fanculo agli sbirri, che appostati perquisiscono dalla testa ai piedi tutti, sgomberano centri sociali, irrompono nei rawe, dal grilletto facile e dal pistolino piccolo, riflesso delle istituzioni, chiusi nel loro muro d'omertà, ammazzano, rastrellano, manganellano, e sputano merda dall'alto della loro divisa.
    Fanculo alla Sinistra Arcobaleno, a quel figlio di troia di Bertinotti e alla sua Banda Bassotti, ci avete tradito, ecco la ricompensa(3%), tra le palle del canguro...
    Fanculo alla Chiesa,al clero, al pontificato di giovanni pentagrammo secondo, ai sui preti pedofili,e alle sue ingerenze istituzionali "e dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluia degli angeli per il resto dell'eternità".
    Fanculo alla mia università,"ma ciaooo come stai?" "tutto bene tu?" "bene ora vado" covo di ipocriti, perbenisti, opportunisti e voltagabbana, siete la fotocopia delle fotocopie, elementi senza anima misurati attraverso media,presenze, voto di laurea...
    Fanculo ai Ciellini, non meritate rispetto, avvoltoi di privilegi, alla faccia della meritocrazia, e delle mie sette sudate camicie.
    Fanculo ai fasci, servi del potere, nostalgici del ventennio che pauperizzano e ridicolizzano tutto e tutti e fanno gli agguati ai circoli arci, possiate bruciare insieme a roberto fiore.
    Fanculo agli amici che non ho, combatto la mia solitudine con la solitudine, vi uso e poi vi getto come un preservativo,
    Fanculo alle mie ex, rimpianti zero,perpetue pretese insoddisfatte(le vostre).
    Fanculo all'elettrodomestico più inutile, la tv, ipnotico caleidoscopio, sbocchi culi e tette alla faccia del dicastero ecumenico,
    già che si sono Fanculo al digitale terreste, alle pay tv e alle cagate affini, vi ho fottuto, mi gusto le migliori partite in streaming con sop cast.
    Fanculo alla RAI, 116€ di canone per vendere il sedere ai politici, e propinarci la clerici in "la prova del cuoco" con ricette che nessuno sognerà mai di cucinare,
    E infine:
    Fanculo a voi lettori, vi odio dal principio, che uno tzunami vi travolga alla fine della lettura di questa semplice combinazione di parole e lettere.
     
    No no, in culo a te giò, eterna meteora, luna senza sole,ombra circoncisa,orizzonte finita e scontenta, brutta testa di cazzo!
     
    April 13

    La legge è uguale per tutti

    Fate tanto i compagni,
    parlate di giustizia,uguaglianza,diritti civili,antimperialismo e anticapitalismo,occupazione e resistenza,
     
     
    e poi votate LA SINISTRA L'ARCOBALENO...
     
     
    Dovreste esser solo garrotati...
    Predellini del potere, schiavi dell'ipocrisia, zerbini del dio denaro...
     
     
     
    April 12

    Io non delego!

    IO NON DELEGO!

    di Giorgio Vitale.

     

     

    Input.

    Baratto da mercato.

    Compratori - venditori che contrattano, remake di contratti firmati su scrivanie in mogano lucido, in un pubblico studio televisivo.

    Un microfono, una gigantografia, magari il supporto di qualche vip.

    Un discorso semplice ma efficace, innumerevoli promesse da scagliare come frecce nell'arco, concedere speranza, infondere ottimismo, trasmettere passione, gestualità da Totò in "La banda degli onesti", arringhi la folla che sei uno spettacolo.

     

    Output:

    Applausi scroscianti, urla schiamazzanti, tifo da stadio, convinzioni della serie: "Sarà la volta buona, lo voto!"

    Piero Ricca chiamerebbe questi soggetti "I militanti dall'eterno applauso".

     

    Da due mesi ad oggi...

    Una campagna elettorale che mi ha sfiancato, indignato, snervato.

    Loro vaneggiano, si fregiano le mani d'oro, vellutano con la più raffinata seta (magari low cost) dalla Cina il loro corpo.

    Dichiarazioni e poi smentite, massacro dialettico, linciaggio morale ed etico.

    Non si può far altrimenti, è la dura legge della politica. E' l'arte del compromesso. E' il dogma del cretinismo parlamentare come amava definire tutto ciò Amedeo Bordiga (ma in realtà anche Sorel ne parlava a riguardo).

    Inutile trovare ragioni nel distacco profondo, nella disaffezione, nel divorzio tra più coniugi della e dalla politica.

    Tutto fa brodo, ma nella minestra presenziano troppi cavoli bolliti.

    Non citerò nome per nome, schieramento per schieramento, ideologia per ideologia (oddio ma esistono ancora?si fa ancora riferimento ad esse? O in fondo dobbiamo rassegnarci ad esser tutti idealisti prima o poi?), coloro che non meritano l'onore della mia critica, non cavalcherò la loro cresta dell'onda, non mi crocifiggerò a furia di trovare pecche e peccati ad ognuno di loro.

    L'onere cui sono asserviti, il LORO vero onere non è mai travisato, non è mai messo in discussione, non si concerta qualcosa che è già concertato di suo.

    Mi limiterò a spiegare le ragioni del perché, le motivazioni del mio perché, i perché del mio perché.

    Non voto perché non delego. Questa democrazia mi puzza, mi nausea. Si pone come l'esatto opposto per cui si spaccia, il popolo non è più sovrano quando trasferisce il proprio potere di rappresentanza ad elite, a parassitismi burocratici, ad impersonificazioni istituzionali, ad informalità ed imperfezioni parlamentari.

    La storia insegna tutto ciò.

    Se l'uomo necessita, abbisogna di esser guidato, desidera esser illuminato troverà sempre e comunque una corte canettiana, un’asta da prometeo incatenato, una figura/rappresentazione cui esser devoti, per securizzarsi, tranquillizzarsi, accasarsi nel proprio io.

    Ma quanto può durare questo lungo coma farmacologico indotto?

    Prometeo, per negligenza del suo opposto Epimiteo, ruba il non-umano, il divino, si catapulta nel fuori e non nel dentro, lascia l'amico per il nemico, sceglie il caos e non l’ordine.

    L'uomo da profondo animale malato qual è, come direbbe Nietzsche si costruisce d'artifici, e di tali artifici perisce.

    Si logora inconsciamente, e non sfrutta a dovere il proprio intelletto, il proprio io interiore, le proprie capacità.

    Ora, tralasciando gli sproloqui filosofici, il succo del discorso canta più o meno così: "Non siate altri per voi stessi”.

    Banale? In un contesto del genere direi proprio di no.

    Se non si cade nella consequenziale lobotomizzazione mediatico/informativa/internettiana, tutto appare per come non è in realtà.

    Open your mind!

    Allora capisci che è inutile delegare, se primeggiano gli interessi affaristici, le norme del miglior laissez faire, la corruzione etica, la svalutazione della politica, la disonestà intellettuale.

    Inutile giustificarsi con il "le cose non si cambiano con le tue deduzioni, urge il voto!" ma votare per chi? Per cosa?

    Per artifici costruiti ad arte? Per prototipi partoriti a dovere e con minuzia di particolari?

    A cosa serve il tuo voto?Quale utilità?

    Niente, zero, meno di un granello di sabbia in un oceano.

    La mia convinzione mi porta a credere che le battaglie le si vincono dal basso, tappa per tappa, metro per metro.

    Non le grandi guerre, non i conflitti platonici, tutte d'un botto.

    La politica dei piccoli passi, resistenza da trincea.

     

    Se il voto equivale ad un’attestazione ed esercizio del potere, il tuo di potere te lo gestisci come ritieni più opportuno.

    La domanda sorge spontanea.

    Come si fa a non esser schiavi del potere? Come puoi sentirti slegato da tale sottomissione più grande?

    Son sempre più convinto che chi si denudi, si privi di tutto ciò, non abbia che nulla da perdere ma tutto da guadagnare. Ti esponi, mostri senza pudore la tua faccia, il volto della tua anima, dai in pasto ai leoni ciò che tuo. Poco importa se ne uscirai malconcio. Un cambio rotta non controllato.

     

    Circondato da entità guidate da un costante e perpetuo pilota automatico: partiti, idee e ragioni, politiche ed interessi, decisioni ed asserzioni, decidi di deviare da un percorso prestabilito.

    Lo fai perché sei assolutamente cosciente dei rischi, delle tragiche conseguenze cui dovrai far fronte.

    Tutto ciò si applica benissimo anche in politica.

    Forte delle mie idee non delego, scelgo io la mia politica, scelgo io l’in e l’out, scelgo io quel qualcosa per cui valga la pena spendersi sino allo stremo delle forze.

    Scelgo io la mia preferenza, decido IO il mio voto figurato.

    Scelgo perché ORA e solo ORA sono in condizione di scegliere.

    Scelgo perché ora e solo ora solo libero dal voto disgiunto, voto di scambio, voto di preferenza.

     

    Sartori in un “Annozero” di qualche tempo fa disse che è esattamente inutile non votare, al politico interessa poco, gli basta avere anche un solo voto, 50%+1% = maggioranza assoluta e via in Parlamento.

    Credo che questa sia una semplificazione davvero troppo semplicistica, perdonate il gioco di parole; perché non tiene assolutamente conto di quel che viene prima, tralascia un fattore fondamentale: l’emotività. L’emotività pubblica capace di spostare l’ago della bilancia a destra o a sinistra, l’emotività da delusione, distacco dalla vita politica e non per colpa degli elettori, e ancora l’emotività dell’indeciso, l’emotività del “no al voto” dal principio.

    In che contesto inseriamo i ripetuti appelli al voto ed i no agli astensionismi da parte dei principali esponenti delle coalizioni? Per me semplicemente corse al rialzo, broker da elezioni li chiamerei, arraffa teste.

     

     

    Politica e voto in conclusione, non son assolutamente complementari, e non viaggiano a braccetto.

    Non due binari paralleli, ma due binari che a volte si scontrano, fortemente perpendicolari, mai come oggi così conflittualmente perpendicolari.

     

    3okweb[1]

    April 04

    Pretese e/o affanni e/o affini?

    Ho smesso di chiedermi cosa volessi dalla gente...
     
    Ho iniziato a chiedermi cosa voglio io...
    March 01

    Obliterando il mio malessere

     
    La mia solitudine la combatto con la solitudine.
    February 09

    Proibizione.

    Proibire ad un uomo di fare quel che crede.
    La proibizione è una cosa che si fa coi bambini, sui quali si esercita una pressione per il loro bene, perché l'adulto può capire meglio del bambino cosa è meglio per lui, grazie alla maggiore esperienza e lungimiranza.
    La proibizione rivolta a un adulto è ridicola, è prima di tutto un insulto per chi la impone, piuttosto che per chi la subisce, nel caso del rapporto di coppia.
    Che un soggetto scelga di anticipare il divieto non è una soluzione utile, in quanto è lui stesso che si proibisce di fare una data cosa, per non perdere la sua donna. Ma questo è indirettamente prescritto dalla donna, quindi comunque sbagliato.
    Ognuno dovrebbe LIMITARSI al massimo per se stesso, ma non certo per qualcun altro. Il motivo per cui certi comportamenti si modificano è un mutamento interiore che prescinde dal proprio compagno in qualche modo, e che soprattutto, non pesa.
    Impedire ad un uomo di fare qualcosa, che attenzione equivale a tentare di CAMBIARLO, è un metodo alla lunga inefficace e controproducente.
    Se l'uomo vede come un sacrificio il dover sottostare alla proibizione, presto la frustrazione che deriva da ciò sfocerà in un principio di astio nei confronti della donna, nell'insofferenza, e da ultimo, in un sentimento di ingiustizia subita.
    Per quanto lui stesso si convinca sinceramente di poter CAMBIARE, questo è impossibile. Può riuscire tutt'al più in un superficiale cambiamento esteriore, una "finzione di cambiamento".
    Impossibile è CAMBIARE, se non per sé stessi, va da sé per cui, che impossibile è CAMBIARE qualcuno.